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PORTA MURATA
STORIA E DESCRIZIONE
Porta Murata insieme ad altre tredici porte fa parte dei quattro km di cinta muraria che ancora oggi circondano Viterbo. Le numerose porte permettevano l’accesso in città da ogni direzione e nonostante numerosi restauri il tracciato delle mura rimane lo stesso creato tra XI e il XIII sec. Porta Murata si trova nel tracciato di mura edificato nei primi anni del 1200. L’antico nome risulta essere Porta di Capo di Piaggia ed è citata nello Statuto di Viterbo del 1237 in merito ad una richiesta al Podestà di convogliare le acque nelle carbonare esistenti in Vallis Pectinarii et Rianensis. Denominata in passato anche come porta di Castel Sant’angelo perché da essa si saliva al Castel sant’Angelo verso piazza della Rocca. La porta risulta esser stata murata nel 1540, fu riaperta nel 1920, come attesta una targa visibile all’esterno della porta, ad opera del commissario prefettizio Alessandro Ciofi degli Atti che le cambiò il nome in Porta Ferentana per la direzione verso Ferento. La porta si presenta con due archi di diverse altezze, segno delle vicende storiche che hanno visto alternarsi muratura e riapertura della porta. All’interno della porta vi è un epigrafe in travertino del 1962 con lettere in bronzo dedicata a San Bonaventura. Il santo francescano nacque a Civita di Bagnoregio (VT) nel 1217. La via stessa è dedicata al santo e confina con le mura esterne della chiesa dedicata a San Francesco. San Bonaventura, ancora fanciul¬lo, venne guarito da una pericolosa malattia per l’intercessione di san Francesco.
BIBLIOGRAFIA
M.Galeotti, Illustrissima città di Viterbo, 2001
G Peruzzi, Le tredici porte di Viterbo, Roma, 1969
S. Valtieri, La genesi urbana di Viterbo, Roma 1977







