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CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PACE
LA STORIA
Fu eretta nel luogo che, nel Medioevo, ospitava un convento di suore terziarie dell’ordine dei Serviti e che nel 1502 venne intitolato a S. Maria della Pace. In origine la struttura si apriva su via del Bottalone. Solo nel 1667 fu realizzato l’attuale edificio in piazza Luigi Concetti per volere del cardinale Brancacci, nell’area prima occupata dalla chiesa di S. Nicola dei Vascellari. I lavori terminarono solo nel 1699, quando si arrivo al termine della realizzazione della facciata sotto il cardinale Urbano Sacchetti, il cui stemma campeggia sul frontone. In un manoscritto dell’archivio di Santa Rosa si legge: “(…) Fu allora demolita la Chiesa di S. Nicolò delle Vascelle, nonostante le proteste del Capitolo di San Sisto. L’antica Chiesa, ben augusta, non contenente, oltre l’altare maggiore che due altri altari, l’uno dedicato dell’Assunzione, fiancheggiato da due angeli dorati e l’altro a Santa Maria della Pace (Libro S.V. 1612 – 1618) aveva la facciata su Via del Bottalone (pianta Ligustri n° 69). […]. La nuova ove fu trasferita l’antica immagine della Madonna nel secondo altare a destra fu consacrata il 23 agosto 1671(…).” La chiesa venne chiusa al culto nel 1870, divenendo nel 1912 insieme al monastero parte delle proprietà del Comune. Persa la sua funzione di struttura ecclesiastica in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, dal 1917 fu adibita a deposito per il grano fino al 1920, anno in cui il Comune decise di mettere a disposizione dei Costruttori delle Macchine di Santa Rosa, l’intero edificio, utilizzato come “sede” di progettazione e di magazzino. In tale occasione i dipinti furono coperti. Riaperta al pubblico tra il 1932 e il 1933, la chiesa perse completamente tale funzione a partire dal secondo dopoguerra, quando tele e arredi sacri in essa conservati furono destinati ad altre chiese della città. Oggi la chiesa è una delle sedi del Sodalizio dei facchini di S. Rosa. Al suo interno ogni anno si svolgono le cosiddette prove di portata, sulla base delle quali saranno scelti gli uomini addetti al trasporto della Macchina di S. Rosa.
ESTERNO
Il livello inferiore della facciata, dominato al centro dal portale con timpano ad arco sorretto da mensole, presenta paraste con capitelli ionici uniti da festoni di frutta e fiori. Ai lati quattro nicchie accolgono statue di Santi in peperino sormontate da timpani retti da mensole e cherubini. Sullo stesso schema appare realizzato livello superiore dominato, al centro da un finestrone con frontone triangolare e ai lati da due nicchie con statue di Santi.
INTERNO
All’interno l’edificio è articolato in un’unica navata con sei cappelle laterali. Sulle pareti, decorate da pitture monocrome, sono collocate le finestre in asse con le cappelle. La volta a botte appare decorata nelle lunette con figure di santi, medaglioni, iscrizioni e figure allegoriche che, sedute su una finta architettura, sorreggono la rappresentazione centrale raffigurante la Vergine in gloria circondata da angeli. Sopra all’abside è dipinta la Madonna dei Sette dolori con ai lati l’Arcangelo Gabriele e l’Annunziata. La chiesa è stata sottoposta, tra il 1992 e il 1994, ad un intervento di restauro che ha interessato l’intera struttura. Dopo un primo momento, durante il quale sono state localizzate le principali cause di degrado, si è provveduto al consolidamento e al restauro dell’edificio e dei suoi elementi decorativi. Oggi la chiesa è una delle sedi del Sodalizio dei facchini di S. Rosa. Al suo interno ogni anno si svolgono le cosiddette prove di portata, sulla base delle quali saranno scelti gli uomini addetti al trasporto della Macchina di S. Rosa.
PROVA DI PORTATA FACHINI DELLA MACCHINA DI SANTA ROSA
Tutti i facchini e gli aspiranti tali devono superare la “prova di portata”che si svolge ogni anno all’interno dell’ex-chiesa di Santa Maria della pace alla fine di giugno. Introdotta nel 1968 , la prova consiste nel trasportare sulle spalle per circa 80 metri una “cassetta” riempita con lastre di ghisa del peso complessivo di 150 chilogrammi . La commissione valuta la prova e, in base ai risultati stila la formazione dei facchini per il 3 settembre. La posizione che ogni facchino assumerà durante il trasporto viene stabilita in base all’altezza e, soprattutto, all’esperienza. Infatti i facchini con maggior esperienza sono posizionati sotto la base della macchina e vengono chiamati “ciuffi ” – nome riferito al copricapo in cuoio imbottito ,utilizzato per proteggere la zona cervicale ,sulla quale ricade il peso maggiore -. Ai lati della base si trovano le “spallette” così chiamate perché tutto il peso ricade appunto sulla spalla, tra cui si distinguono quelle “aggiuntive” che entrano in funzione solo nei tratti più larghi del tragitto. Le “ stanghette” si trovano davanti e dietro la struttura e hanno un compito di sicurezza molto importante:attenuare le oscillazioni della Macchina durante il trasporto. Poi ci sono gli “addetti alle corde” e gli “addetti alle leve” che intervengono solo nell’ultimo tratto del percorso :la salita. La formazione è guidata dal “Capo Facchino”, scelto tra i facchini che contano almeno 20 anni di esperienza nel trasporto. I facchini hanno una divisa bianca,con una fascia rossa in vita e un fazzoletto bianco legato in testa alla “pirata”, che indossano esclusivamente nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Santa Rosa . Il Capo Facchino e le guide hanno invece i pantaloni neri e una fascia con i colori di Viterbo, (giallo e azzurro) a tracolla.
BIBLIOGRAFIA
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MANOSCRITTI – Biblioteca Comunale degli Ardenti
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FONTI D’ARCHIVIO
ARCHIVIO DI STATO DI VITERBO
FONDO ARCHIVIO STORICO COMUNALE
Busta 83 (1912) Concessione al Comune di arredi sacri appartenenti all’ex chiesa di S. Maria della Pace e all’ex monastero di S. Maria della Pace.
Busta 119 (1917) Misure dei quadri da coprire nella chiesa della Pace.
Busta 258 (1928) Schede di catalogo generale.
Busta 295 (1930) Schede di catalogo.
Busta 368 (1933) Schede di catalogo generale.
FONDO CULTO DI VITERBO
Busta 4 (1932-33) Riapertura al culto della chiesa di S. Maria della Pace.
ARCHIVIO MUSEO CIVICO DI VITERBO
Scheda di catalogo del Museo Civico del dipinto Santo vescovo e Santi monaci in adorazione della Sacra Famiglia.
Allestimento 1955.
Busta 518 (1938) – Archivio di Stato-Archivio Storico Comunale.
Ricognizione 1974 (dalla ricerca di Simonetta Angeli)
Delibera di Giunta Comunale redatta per il dipinto “Quattro Santi in adorazione” (tratta da Simonetta Angeli)
ARCHIVIO DEL COMUNE DI VITERBO
Delibere di Giunta Comunale, dal 1944 al 1957.

























