
Autore scheda:
Ubicazione:
Data:
A sinistra dell’ingresso della chiesa di Santa Giacinta Maescotti in Piazza della Morte, vi è l’entrata al monastero di clausura sul quale campeggiano grandi stemmi in peperino di San Bernardino e della Famiglia Ruspoli.
MONASTERO DI SAN BERNARDINO
STORIA E DESCRIZIONE
A sinistra dell’ingresso della chiesa di Santa Giacinta Maescotti in Piazza della Morte, vi è l’entrata al monastero di clausura sul quale campeggiano grandi stemmi in peperino di San Bernardino e della Famiglia Ruspoli. Del monastero si ha notizia solo nove anni dopo la costruzione della chiesa che iniziò nel 1460, otto anni dopo l’imposizione alle religiose della comunità di S. Agnese da parte di Niccolò V della regola seguita nel monastero romano di S. Margherita e legata alla predicazioni di S. Bernardino nel territorio di Viterbo, iniziate nel 1426. A partire dal XVI secolo il monastero acquistò maggiore importanza per avere ospitato giovani donne appartenenti a nobili famiglie, come i De Medici, gli Sforza e i Farnese. Furono compresi nel nuovo edificio una serie di costruzioni già presenti in piazza S. Carluccio, la torre Damiata e strutture di proprietà della famiglia Cocco. Alcuni rimaneggiamenti furono compiuti nel corso del XVII secolo: sappiamo che la chiesa, terminante con un timpano decorato dal monogramma di Cristo e da altri stemmi di nobili famiglie, si presentava scandita su due livelli. L’edificio venne quasi totalmente distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale: in quest’occasione andarono probabilmente distrutti gli affreschi che decoravano l’interno, ricordati dallo Scriattoli e da questo attribuiti a Gabriele di Francesco, figlio del Balletta. L’attuale chiesa, dedicata a S. Giacinta Marescotti, beatificata nel 1726 e canonizzata da Pio VII nel 1807, fu progettata da Rodolfo Salcini. All’interno del convento vi sono antiche sale, pitture, stemmi, lapidi, una fontana rinascimentale e la cella di S. Giacinta dove campeggia un grande crocifisso voluto dalla Santa.
BIBLIOGRAFIA
AA. VV., Tuscia Viterbese, vol. I, Roma, 1968.
F. Bussi, Istoria della città di Viterbo, Roma, 1742.
Attilio Carosi, Chiese di Viterbo, Viterbo, Agnesotti, 1995.
Dizionario della Pittura e dei Pittori, Torino, Einaudi, 1989.
F. Egidi, Guida della città di Viterbo e dintorni, Viterbo, 1889.
Italo Faldi, Mostra di restauri, in “L’arte nel viterbese”, Viterbo, 1965.
Italo Faldi, Museo Civico di Viterbo. Dipinti e sculture dal Medioevo al XVIII secolo, Viterbo, 1955.
Italo Faldi, Pittori viterbesi di cinque secoli, Roma, 1970.
Italo Faldi, Restauri acquisti e acquisizioni al patrimonio artistico di Viterbo, catalogo, Viterbo, Palazzo dei Priori, 1972.
Augusto Gargana, Viterbo. Itinerario di Augusto Gargana, Viterbo, 1939.
Il 1400 a Roma e nel Lazio. Il 1400 a Viterbo, cat. mostra, Roma, De Luca Editore, 1983.
La pittura in Italia, Milano, Electa, 1989.
A. Muñoz, Uno sguardo al nuovo Museo Civico di Viterbo, in “Per l’inaugurazione del Museo Civico di Viterbo”, Viterbo, Agnesotti, 1912, pp. 33- 45.
G. Oddi, Le arti in Viterbo, Viterbo, Agnesotti, 1882.
Cesare Pinzi, I principali monumenti di Viterbo. Guida pel visitatore, Viterbo, Agnesotti, 1911. Cesare Pinzi, Storia della città di Viterbo, voll. I-III, Roma, 1887/89, vol. IV, Viterbo, Agnesotti, 1913.
A. Scriattoli, Viterbo nei suoi monumenti, Roma, 1915-20.
Giuseppe Signorelli, Viterbo nella storia della Chiesa, Viterbo, 1907-1969.
Mario Signorelli, Guida di Viterbo. Monumenti del centro cittadini, Viterbo, Agnesotti, 1964.
Mario Signorelli, Storia breve di Viterbo, Viterbo, Agnesotti, 1964
Simona Valtieri, La genesi umana di Viterbo, Roma, 1977.






















