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PALAZZO GATTI
STORIA E DESCRIZIONE
Simbolo del potere politico della famiglia da cui prende il nome, venne costruito per volontà del capitano del popolo Raniero Gatti nel 1266, che ordinò la realizzazione di un complesso che si estendesse fino al convento dei Carmelitani Scalzi. Originariamente il palazzo era dotato almeno di sei torri, di cui oggi se ne conserva solo una di ridotte dimensioni. Le alterne vicessitudini dei Gatti, iniziate nel1406 con la trucidazione di Giovanni ordinata dalle famiglie Maganzesi, Tignosi e Orsini per essersi schierato con i ghibellini, comportarono la lenta rovina dell’edificio. La parte della struttura ancora conservata si articola su tre livelli sovrastati da un terrazzo che ha sostituito il precedente tetto a capanna. I fornici ad archi acuti del livello stradale e le bifore a tutto sesto dei due piani sovrastanti lasciano intuire le molte affinità tra tale struttura e Palazzo Papale. Tra i numerosi stemmi presenti in facciata, particolare rilievo assumono quello con la croce, emblema della famiglia degli Alessandri imparentati con i Gatti, e quello degli Anguillara. Appartenne sempre alla stessa famiglia il palazzo Gatti presso piazza delle Erbe, oggi sede del Monte dei Paschi di Siena, esteso fino al XVI secolo ben oltre la superficie attuale. Dei proprietari originari il palazzo conserva testimonianza negli stemmi ancora conservati in facciata. Via del Macel Gattesco, che costeggia l’edificio, ricorda un violento atto di sangue che coinvolse le famiglie dei Gatti e dei Tignosi.










