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FONTANA DI PIAZZA SAN FAUSTINO
LA STORIA
La fontana di San Faustino, costruita intorno al 1251 si trova nella piazza di S. Faustino, inclusa tra le mura urbane solo a partire dal 1210, come riporta lo Scriattoli. La fontana risulta decentrata rispetto all’antico nucleo cittadino, la piazza infatti è stata abbassata di livello nel 1927. La contrada si popola nel 1172 quando gli abitanti di Ferento, in seguito alla distruzione della città accusata di eresia, vi si trasferiscono. In seguito, intorno al Quattrocento, arriveranno nella contrada anche le monache di Ferento messe alle strette dai briganti a dai soldati. Nella contrada nacque il pittore Lorenzo di Jacopo, autore degli affreschi della Cappella Mazzatosta nella Chiesa di S.Maria della Verità. La costruzione della fontana fu finanziata dagli abitanti della contrada, così come risulta da uno statuto del 1251. Una iscrizione del Fuso tra le teste di leone riporta i nomi dei due maestri che la realizzarono, inciso in caratteri gotici: Iacobus Andree et Geminus Magistris tri francisci fecerunt h(oc) opu(s), Iacopo di Andrea e Gemino di Maestro Francesco. Nel 1550 la fontana fu arricchita con nuova acqua proveniente dal Rispoglio. Nel corso dei secoli venne più volte restaurata con finanziamenti privati, della collettività ed ecclesiastici concedendo in cambio il ricasco delle acque. (1624-1796-1802). Nel 1865 vennero restaurati i gradini (Riforme vol. I 171, 1865 f. 4000) che rovinati costituivano un pericolo per chi volesse attingere l’acqua.
DESCRIZIONE
La fontana si presenta in peperino della tipologia a fuso, la base costituita da cinque gradini concentrici circondata da una recinzione formata da sbarre sostenute da blocchi di peperino, la vasca è delimitata da un parapetto decorato con specchiature rettangolari delimitate verticalmente da piastrini. Il fuso è diviso in tre zone, in basso la colonna rifinita da un collarino presenta quattro teste leonine da cui fuoriescono i bocchettoni dell’acqua, al centro una piramide ad otto facce decorata da stemmi a bassorilievo ciascuno ripetuto due volte, uno a scaglione l’altro a tre pali. Nella parte superiore il fuso è sormontato da un elemento costituito da 4 foglie d’acanto con punte arricciate disposte a formare un bocciolo sulle quali poggia una pigna. Sul fondo della vasca sono collocati 4 cubi di peperino sui quali venivano appoggiati recipienti per prendere l’acqua.
BIBLIOGRAFIA
AA.VV. Il centro Storico di Viterbo, Betagamma, Viterbo, 2001, p. 206
Scriattoli, Viterbo nei suoi monumenti, Roma, 1915, p. 310
Agostinetti, Fontane a Viterbo. Roma, 1985, p. 44











