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CHIESA DI SAN PELLEGRINO
STORIA E DESCRIZIONE
La chiesa, che oggi conserva poco dell’originario aspetto, è uno dei monumenti più antichi ancora conservati nella città. Viene menzionata per la prima volta in un atto del 1045, che la ricorda alle dipendenze dei monaci di Farfa e sottoposta alla giurisdizione dell’Abbazia di S. Martino al Cimino. Nel 1889 il vescovo Antonio Maria Grasselli ordinò il rifacimento della facciata: oggi, un arco a sesto acuto retto da semipilastri (probabile risultato di una manomissione arbitraria non risalente all’asseto originario della facciata) incornicia l’intera facciata, composta dal portale, delimitato da un arco a tutto sesto sorretto da pilastrini che terminano con capitelli fogliati, e da un rosone. Della struttura medievale, alterata nel corso dei secoli e quasi completamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, restano solo alcuni tratti delle mura esterne. L’interno, a navata unica e soffitto a capriate, presenta tracce di affreschi del 400 e del 700, mentre il presbiterio è stato ricostruito dopo il 1945 in forme moderne. La pala d’altare (1979) è una copia del S. Pellegrino e Angeli di Vincenzo Strigelli (XVIII secolo) andata distrutta durante i bombardamenti. L’unica opera degna di menzione è un’Annunciazione, databile XV secolo, collocata nella seconda nicchia della parete sinistra.
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