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TORRE DEGLI ALESSANDRI
LA STORIA
La torre, così come il palazzo a cui è addossata, erano di proprietà della nobile famiglia di origine franca degli Alessandri: una famiglia di magistrati, capitani, amministratori civili che si distinse per la fedeltà al partito dei guelfi. Palazzo e torre vennero edificati con molta probabilità nella prima metà del XIII secolo, e comunque prima del 1251-1252, quando lo Statuto cittadino ne garantì il possesso dei beni alla famiglia, sancendo di fatto l’importanza della casata nella vita cittadina di quegli anni. Con la Bolla emanata il 17 aprile del 1252, papa Innocenzo IV confermò il possesso della palazzo e della torre alla famiglia degli Alessandri, i quali furono costretti a lasciare Viterbo perché sconfitti dai sostenitori dell’Imperatore.
DESCRIZIONE
La torre, oggi proprietà privata, presenta un solo lato libero, quello che affaccia su piazza Scacciaricci. Di forma rettangolare, è interamente realizzata in peperino. I conci, alti ciascuno 22-30 cm e lunghi 22-38 cm, mentre nella parte inferiore sono disposti in corsi orizzontali, nella parte superiore sono invece ondulati e disposti prevalentemente di taglio. La struttura muraria, spessa 70-80 cm, è interrotta soltanto da due finestre bifore che affacciano su via S. Antonio e verso il ponte S. Lorenzo, e da una porta con arco a sesto acuto che si apre sul fronte retrostante via S. Antonio. La torre presenta due solai con volta a botte in peperino e due solai lignei.
BIBLIOGRAFIA
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M. Galeotti; L’illustrissima Città di Viterbo, Edizioni Studio Pubblicitario Viterbese, Viterbo 2002, p. 651.
Scriattoli A., Viterbo nei suoi Monumenti, Viterbo, 1915
Galeotti M., Illustrissima città di Viterbo, Viterbo, 2001










